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Rai economia.it - Diritto alla disconnessione: a che punto siamo? - Intervista all'Avv. Prof. Francesco Rotondi

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Rai economia.it - Meritocrazia e rientro dei cervelli: stiamo facendo abbastanza? - Intervista all'Avv. Prof. Luca Failla

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Rai economia.it - Dati sull`occupazione: ecco come interpretarli - Intervista all'Avv. Prof. Francesco Rotondi

Rai economia.it - Dati sull`occupazione: ecco come interpretarli - Intervista all'Avv. Prof. Francesco Rotondi Quali sono gli effetti delle politiche attive sull'occupazione nel nostro paese? Secondo l'avv. Francesco Rotondi, founding partner LabLaw "è molto difficile riuscire a districarsi nella serie dei dati che vengono forniti, questo perché l'Istat, l'Inps e l'Inail, nonostante sia stato richiesto loro molte volte una comunicazione, non dialogano, e a volte i dati non convergono". L'occupazione nel 2015 ha segnato un incremento che oscilla intorno ai 653mila nuovi contratti a tempo indeterminato, con un incremento intorno al 7% dell'occupazione rispetto al 2014. "Questi contratti-sottolinea l'avv. Rotondi- però non hanno interessato i giovani, ma la fascia di età tra i 40 e i 49 anni". L'incremento quindi c'è sicuramente stato, ma è dovuto allo sgravio contributivo introdotto con la legge di stabilità del 2015, che ha portato ad assumere da una parte dei nuovi lavoratori, dall'altra a trasformare, quelli che definiamo precari, in contratti a tempo indeterminato. In tale contesto risulta importante analizzare l'indice di produttività, che calcola la produttività del lavoratore quando lavora, perché impatta sui valori retributivi dei dipendenti: il nostro è il più basso a livello europeo. Se ci dovessimo confrontare poi con gli USA, il nostro è del 5%, il loro del 40%. Ma lo stesso Regno Unito, Spagna, Francia hanno valori intorno al 15-25% e questo è preoccupante secondo l'avv. Rotondi. Il motivo dell'indice di produttività così basso è da ricercare nel nanismo della struttura delle imprese italiane: ben il 94% delle imprese italiane ha al di sotto dei 15 dipendenti. Questa struttura blocca la capacità di esprimere una produttività importante. A ciò però, va aggiunto che la percentuale di imprese che sono al di sopra dei 15 dipendenti, rappresentano il 65% dell'occupazione. In conclusione secondo l'avv. Rotondi, l'occupazione potrà crescere a seconda delle politiche contributive e fiscali, ma il vero problema è che dovremmo comprendere qual è l'organizzazione d'impresa che vogliamo sostenere al fine di dare uno sviluppo positivo al nostro Paese.